Problemi attuali del metodo nel diritto pubblico: discussione
Uno spazio aperto per discutere attorno al metodo, all’oggetto della scienza del diritto pubblico, al ruolo del giurista e di altro ancora …

Negli ultimi due incontri autunnali (Modena 2002 e Siena 2003) il Gruppo San Martino ha avviato una riflessione su alcune problematiche in senso lato di carattere metodologico, con l’intenzione, in realtà, in un primo tempo semplicemente di fare il punto sugli oggetti e temi di studio di coloro che fanno riferimento al Gruppo, traendo in parte da questo possibili indicazioni anche su tecniche e metodi mediante i quali le ricerche vengono definite (temi, obiettivi, risultati) e portate avanti. Su tali aspetti si soffermano, in particolare, le relazioni tenute a Modena da Marco Cammelli e Ugo Rescigno, rispettivamente sugli studi in ambito amministrativistico e costituzionalistico.
Partendo da questo approccio, essenzialmente ricognitivo, ma da cui è già possibile quantomeno interrogarsi su alcuni dei motivi di fondo che caratterizzano attualmente il rapporto tra gli studiosi del diritto pubblico e l’oggetto della loro disciplina, nel recente incontro senese (dedicato in particolare ai problemi del metodo nel diritto amministrativo) si è inteso estendere il punto di vista. Dalla rilevazione dei temi di studio (peraltro oggetto di una ulteriore indagine a cura di Marco Cammelli, Claudia Tubertini e Michele Giovannini, questa volta estesa alle monografie del periodo ’60-’99), si è passati quindi al tentativo di individuare e discutere i nodi problematici peculiari che lo studioso del diritto amministrativo incontra nel proprio lavoro in modo da affrontarli con arnesi concettuali adeguati: che cosa è per lui il sistema; come si usano gli altri saperi e gli altri diritti; quanto, se e come incidono le riforme sull’oggetto della sua “scienza”; qual è il rapporto tra il giurista e la giurisprudenza pratica.
Come ci si poteva forse aspettare, le relazioni ed il dibattito dell’incontro senese, pur affrontando i temi ora menzionati, hanno spaziato ben oltre l’ambito che si potrebbe definire delle “tecniche di studio dell’amministrativista”, investendo direttamente tematiche di ordine strettamente metodologico ed epistemologico. Citando alla rinfusa, la possibilità di avere o di costruire un “sistema”; il fondamento, se c’è e se può aspirare ad un rango di verità, su cui
poggiano i discorsi dei giuristi; l’effettiva scientificità della “teoria generale”; l’utilità stessa di porre un problema del metodo; la possibilità di parlare di un metodo proprio del diritto amministrativo in modo distinto dal metodo giuridico; addirittura la possibilità di distinguere il metodo giuridico da un più generale metodo scientifico.
La ricchezza dei temi ed i numerosi spunti emersi, ci hanno indotto ad offrire al pubblico dei giuristi “navigatori”, per così dire “in diretta”, i lavori dell’incontro di Siena, ascoltabili “cliccando” sui link presenti in fondo alla pagina. Alcuni degli interventi sono peraltro già presenti sul sito in forma scritta e via via che gli autori invieranno i testi rivisti saranno pubblicati anche tutti gli altri.
L’auspicio è quello che, partendo, dal dibattito di Siena reso qui disponibile, tutti coloro che sono interessati a questi temi vogliano a loro volta intervenire, inviando all’indirizzo del sito un proprio scritto, magari in quello stile colloquiale ed immediato con cui solo al San Martino è possibile affrontare anche i temi più ardui.
Atti Pontignano in formato audio*:
B) Vincenzo Cerulli, Marco Cammelli e Aldo Sandulli (1^ parte)
* I primi minuti della relazione di Guido Corso non sono stati registrati per un momentaneo guasto dell’impianto all’avvio.

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